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La svolta digitale del mercato delle costruzioni (ultima parte)

La rivoluzione digitale del settore costruzioni: raccomandazioni per l’uso

Prima ancora di parlare di adozione di nuove tecnologie occorre parlare di cambio di paradigma. I committenti ritengono ancora che la loro responsabilità termini con l’affidamento dei lavori, dimenticando che rimangono esposti quanto meno al rischio economico legato al ritardo delle consegne dell’opera commissionata. D’altra parte i costruttori, stressati dalla rincorsa al minor prezzo, realizzano le opere commissionate puntando esclusivamente alla minima conformità alle specifiche contrattuali, a prescindere dal valore aggiunto che potrebbero apportare al progetto. La filiera delle costruzioni deve quindi preliminarmente affrontare questi quattro passi concettuali, prima ancora di affrontare la rivoluzione tecnologica sopra rappresentata.

Trasparenza condivisione dei rischi contrattuali

Le abitudini sono dure a morire e la più dura è quella di ritenere l’altra parte contrattuale come un avversario o peggio come un rivale al quale trasferire quanti più rischi possibile. E’ quindi necessario attivare una vera e propria cultura “win-win” intesa come intendere le parti interessate come una squadra con la quale condividere rischi e remunerazioni legate al successo. Solo con questa mentalità è possibile predisporre contratti chiari che definiscono puntualmente le reciproche responsabilità delle parti e che soprattutto chiariscono come suddividere con equilibrio i benefici derivanti dall’adozione di nuove tecnologie o processi costruttivi.

 

Enfasi al ROI dell’investimento

Dare evidenza della misurazione del risultato attraverso una corretta comunicazione rappresenta il miglior modo per costruire un case-history avvincente; ad esempio attraverso l’evidenza degli effetti positivi sui costi, i tempi e la riduzione dei rischi di progetto.

 

Semplicità e intuitività nella progettazione delle nuove soluzioni

A livello operativo le interfacce software devono essere semplici ed intuitive per incoraggiarne l’uso da parte del personale di cantiere. A livello di controllo il software innovativo deve sapersi integrare con le soluzioni pre-esistenti, per mitigare i tempi e i costi di implementazione ed adattamento alle specifiche realtà.

 

Change management

Per avere successo una politica di cambiamento deve partire dall’alto. La proprietà unitamente alle figure apicali aziendali deve comunicare e motivare il perché del cambiamento, dandone evidenza nei comportamenti quotidiani e supportando le azioni con l’evidenza del risultato. Ogni altra strada porta inevitabilmente al fallimento del progetto e la vittoria della resistenza al cambiamento.

Tutti i portatori d’interesse hanno precise responsabilità nella transizione verso la digitalizzazione. Ognuno ha le proprie.

I Committenti definiscono i “desiderata” a livello di dati di input per la progettazione e le relative specifiche. Attraverso questo mandato possono mettere a budget i vantaggi della digitalizzazione prima ancora di attivare il processo di progettazione. Per la gestione del rischio i committenti dovrebbero co-investire in progetti pilota in cui applicare le nuove tecnologie. Meglio se su progetti di medio – piccolo taglio piuttosto che su progetti di enormi dimensioni.

Progettisti e Costruttori devono ripensare i propri processi mettendo a punto una vera e propria road-maps aziendale in cui sono identificati gli obiettivi da raggiungere in ambito di adozione di nuove tecnologie e processi costruttivi. La formazione diventa la linea guida per attivare il percorso di innovazione ed in azienda occorre individuare figure specifiche che governano il progetto di miglioramento. Tra l’altro il progetto rappresenta anche l’occasione per rivedere completamente tutti i processi aziendali, individuando punti critici e spunti di miglioramento ulteriori. Le imprese di costruzioni devono aggregarsi anche attraverso partnership con imprese di produzione di tipo innovativo.

Associazioni di categorie e legislatori devono creare i presupposti al cambiamento, ad esempio attraverso incentivi. Borse di studio, contributi in conto capitale o in conto interessi, sgravi e bonus fiscali per chi innova. Possono inoltre lavorare con maggiore integrazione insieme ai progettisti, costruttori e produttori per definire le linee guida strategiche dell’innovazione. Un chiaro segnale deriva ad esempio dal nuovo codice appalti che introduce l’adozione del modello BIM 5-D nella progettazione di opere pubbliche.

 

Ed infine anche il sistema del credito può dare il proprio contributo istituzionale ad esempio attraverso la creazione di fondi d’investimento specifici per favorire l’adozione di nuove tecnologie in ambito costruttivo.

Gli altri comparti industriali hanno ben compreso che il primo ad innovare acquisisce un vantaggio competitivo. Nella filiera delle costruzioni è lo stesso. Nei prossimi anni le aziende eccellenti saranno quelle che hanno adottato la digitalizzazione come elemento differenziante.

 

Resistere non è più un’opzione.

Roberto Crepaldi
Roberto Crepaldi

robertocrepaldi@libero.it

Dal 1990 lavoro nelle imprese di costruzioni, sono stato direttore generale e membro di diversi consigli di amministrazione di imprese di medie e grandi dimensioni. Sono co-fondatore di I.M.S (Integrated Management Services) e responsabile del settore controllo di gestione e contabilità direzionale.

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