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Superbonus 110% – Cambio di paradigma

Cambio delle regole

Il Superbonus 110% cambia il paradigma di approccio tra committente e professionista e impresa nei progetti di riqualificazione edile.

Normalmente il cliente privato che intende ristrutturare casa si comporta come homo oeconomicus1.

Tende a voler spendere poco, a partire dai costi di progettazione, per ottenere il massimo risultato. Mette in concorrenza le imprese candidate a realizzare i lavori, basando la scelta privilegiando (anche se non solo) sul prezzo. Talvolta anche nella consapevolezza che prezzo e qualità sono fortemente connessi.

Se consideriamo che in Italia sono censite oltre 500 mila imprese di costruzioni2, che il mercato è in contrazione costante dal 2007 in poi (salvo il settore delle manutenzioni e ristrutturazioni) e ancora che il numero dei professionisti che operano in area tecnica in campo edile sono percentualmente i più numerosi e i più poveri d’Europa3, otteniamo un consequenziale sbilanciamento fra domanda e offerta che caratterizza da anni il mercato.

 

Le novità

Oggi, grazie alla complessità della procedura Superbonus 110%, le regole d’ingaggio sono cambiate.

  • Cambio rapporto domanda / offerta. Il numero di soggetti che possono accedere al Superbonus 110% è esponenzialmente più alto rispetto alla forza lavoro. In sintesi il numero di operai disponibile è assolutamente insufficiente per eseguire anche solo una parte minima dei progetti potenzialmente attivabili. Se a questo aggiungiamo che la finestra Superbonus 110% si chiude (salvo proroghe) nel 2022 manca il tempo per formare altro personale.
  • Competenze necessarie. Il processo di ottenimento del credito abbisogna di una serie di professionalità articolate e ben integrate per garantire il risultato, competenze che difficilmente sono in capo ad una sola persona e tantomeno al committente medio.
  • Finanza. Il credito d’imposta matura dopo aver pagato prestazioni professionali e lavori. Poche le imprese che accettano lo sconto in fattura e ancora meno i professionisti. Specie nei progetti di importo modesto. In effetti solo per i grandi lavori garantiti dai condomini si vedono attività di ipotetica “concorrenza” fra soggetti strutturati (Esco, Multiutility, ecc.).
  • Progetto esecutivo. Per ottenere il finanziamento ponte presso i soggetti che offrono questo prodotto (banche) occorre presentare un progetto dotato di titolo concessorio e quindi aver effettuato una progettazione esecutiva ai sensi di legge. Ma non basta, occorre che il progetto indichi oltre ogni dubbio la capacità di raggiungere gli obiettivi di riqualificazione previsti (ad esempio il passaggio di due classi energetiche).
  • Ma quale sconto? Una volta realizzato il progetto e magari raggiunto anche l’obiettivo di assorbimento totale del costo nei massimali (tradotto in parole povere il committente non spende nulla perché il costo di lavori e spese tecniche è pari al credito d’imposta maturato), quale interesse può avere il committente stesso nel chiedere uno sconto all’impresa (visto che non paga nulla)? Certamente, e specie nei lavori di modesta entità, il costo zero rappresenta una chimera; ma senza dubbio il credito maturabile grazie al Superbonus 110% rappresenta un risparmio irripetibile per il committente.

 

Riassumendo: diventa molto complicato accedere al Superbonus 110% se tutti i soggetti coinvolti non si confrontano attraverso un rapporto win-win inteso come relazione mutuale orientata a raggiungere tutti gli obiettivi a vantaggio di tutti. Il committente ristruttura casa senza problemi per lo più è economicamente  coperto da un  un massimale importante e che cedendolo può essere utilizzato per finanziarsi, i professionisti e le imprese lavorano con serenità e competenza nella certezza di maturare la marginalità adeguata al lavoro prestato e pure gli Istituti di credito che finanziano il committente possono contare su tasso di interesse dignitoso e sulla certezza del rientro (il credito ceduto):

 

Una nuova speranza

La speranza è quindi quella che il Superbonus 110% cambi radicalmente e per sempre il vecchio paradigma di approccio cliente – impresa. Rapporto caratterizzato dal massimo ribasso e dalla conseguente necessità dell’impresa di concentrarsi non tanto sulla qualità quanto sulla capacità di individuare ogni mezzo per recuperare marginalità. Rapporto che ora vede professionisti e imprese impegnate a proporsi al mercato con elementi differenzianti basati sulla qualità e capacità di affrontare la complessità piuttosto che il mero prezzo.

 


1 L’homo oeconomicus cerca sempre di ottenere il massimo benessere (vantaggio) per sé stesso, a partire dalle informazioni a sua disposizione, siano esse naturali o istituzionali, e dalla sua personale capacità di raggiungere certi obiettivi. Il modello è stato formalizzato in alcune scienze sociali, particolarmente nell’economia.

2 Ance – LE IMPRESE NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI – Estratto dall’Osservatorio Congiunturale sull’Industria delle Costruzioni – Gennaio 2019 a cura della Direzione Affari Economici e Centro Studi.

3 Rapporto Cresme anno 2017.

Roberto Crepaldi
Roberto Crepaldi

robertocrepaldi@libero.it

Dal 1990 lavoro nelle imprese di costruzioni, sono stato direttore generale e membro di diversi consigli di amministrazione di imprese di medie e grandi dimensioni. Sono co-fondatore di I.M.S (Integrated Management Services) e responsabile del settore controllo di gestione e contabilità direzionale.

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