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Crisi energetica e aziende. La ISO 50001 mantiene le sue promesse?

La ISO 50001 (sistema di gestione per l’energia- SGE) sembrerebbe essere la risposta ideale per le aziende che in questo periodo devono affrontare un caro energia come mai visto negli ultimi 40/50 anni e che mette in serio pericolo alcuni settori produttivi, ma che in generale interessa l’intera platea delle PMI. La norma mantiene le sue promesse? Rappresenta un vero aiuto per le aziende che hanno deciso di applicarla nella propria organizzazione? Di seguito alcune riflessioni.

 

L’incaglio della nave Ever Given nel Canale di Suez, la pandemia da Covid-19 ma soprattutto la guerra in Ucraina sono le cause principali di un forte aumento del costo delle materie prime che sta condizionando fortemente le performance delle aziende. Le difficoltà sono più o meno spinte in relazione al settore di appartenenza, ma l’aumento che influenza indistintamente la generalità delle attività produttive è il costo dell’energia. In particolare, si sono registrati in aprile rincari eccezionali rispetto al periodo pre-covid (oltre il 700% per il gas e quasi il 400% per l’energia elettrica). Tale situazione risulta gravissima per le aziende che fanno grande uso di energia ma in generale influenza negativamente tutte le società della PMI. 

 

In tale contesto, vista la proliferazione di schemi di certificazione a cui molte aziende sono chiamate a certificarsi (in maniera più o meno spinta dal mercato), ci si chiede se la norma ISO 50001 (standard internazionale per la certificazione dei sistemi di gestione dell’energia) può essere di aiuto per limitare i consumi energetici delle aziende che l’adottano e trarne vantaggio.

 

Sarebbe facile, visto il mio lavoro, rispondere di sì e tessere grandi lodi di questa norma, ma come indicato in altri miei articoli in relazione ad altri schemi di certificazione, anche in questo caso è necessario evidenziare che la ISO 50001 è uno strumento e come tale può portare indiscutibili benefici se utilizzata bene o essere completamente inutile o addirittura deleteria per l’efficacia di una organizzazione. 

 

Se è pur vero che tra i vari requisiti da osservare, il miglioramento della prestazione energetica rappresenta l’elemento principale di questa norma, come spesso avviene (soprattutto se l’organizzazione ha il solo interesse di certificarsi per avere qualche punto in più in qualche gara pubblica di appalto) tale obbiettivo può essere soddisfatto al minimo. L’ente incaricato di certificare l’azienda, infatti, in sede di Audit verifica punto per punto la soddisfazione dei requisiti della norma, che siano stati attuate specifiche azioni di miglioramento, ma soprattutto raggiunti obbiettivi di risparmio energetico. L’entità del risparmio però non è mai oggetto di valutazione ostativa del certificato, per cui se l’azienda propone come azione per esempio di sostituire le lampade a incandescenza con quelle a led nel piazzale del parcheggio o addirittura nel solo ufficio, è facile che ottenga il certificato. Per alcune aziende basta così, pagano il consulente, l’ente di certificazione, investono qualche migliaio di euro, procurandosi così qualche chance in più per vincere qualche gara, non chiedono di più e la norma non dà altro!

 

Altre aziende al contrario utilizzano lo strumento ISO 50001 come scelta strategica, non si limitano a attività di maquillage ma sfruttano appieno le opportunità della norma. In particolare, per avere reali vantaggi dal SGE, è necessario analizzare analiticamente tutti i processi produttivi, da una parte per individuare adeguati indicatori per misurare al meglio le relative prestazioni energetiche (non sarebbe altrimenti possibile misurare gli effettivi risparmi a valle delle azioni migliorative), dall’altra per cogliere i punti deboli o le criticità di attrezzature, macchinari, impianti, prassi che magari sono presenti da sempre nella storia dell’azienda ma che possono rappresentare oggetto di potenziali consistenti risparmi. 

 

Da un nostro cliente, (per riservatezza non possiamo fare nomi o riferimenti) abbiamo applicato proprio tale tecnica e dimostrato che a fronte di 300.000 Euro di investimenti a supporto di una serie di azioni di miglioramento che prevedono sostituzioni di motori tradizionali con motori ad inverter, semplici accorgimenti su determinate lavorazioni o soluzioni per lo stoccaggio della materia prima. porteranno ad un risparmio presunto nel 2022 (e negli anni successivi) di circa 4 ML di Euro! 

 

È importante evidenziare che solo lo scorso anno il risparmio sarebbe stato sempre cospicuo ma limitato ad un solo milione di Euro l’anno e che proprio per le condizioni di contesto i risultati attesi saranno assai più vantaggiosi. È anche ovvio che non tutte le aziende possono ottenere gli stessi risultati dipendendo l’esito dal settore merceologico, dal processo produttivo e dall’influenza che il relativo consumo energetico ha sui costi aziendali, ma nonostante questo un’attenta diagnosi energetica potrebbe comunque mettere in luce consumi energetici incoerenti con la sostenibilità economica aziendale e dare spazio a consistenti risparmi.

 

Quindi per concludere la certificazione ISO 50001 può rappresentare un’ottima opportunità (soprattutto in questo periodo di crisi energetica) ma solo per le aziende che la vogliono utilizzare come reale strumento strategico e sfruttare appieno le sue potenzialità. Al contrario diventa l’ennesimo balzello burocratico… ma, al solito, la colpa non è della norma!

 

Cristiano Sgueglia Della Marra
Cristiano Sgueglia Della Marra

csdm@ims.vr.it

Sono un Ingegnere Civile Edile e mi occupo di Sistemi di Gestione (Qualità, Ambiente, Sicurezza, Risparmio energetico, Sicurezza stradale, Prevenzione della corruzione) in relazione alle norme ISO 9001, ISO 14001, ISO 45001, ISO 50001, ISO 39001, ISO 37001. Ho organizzato e accompagnato a certificazione decine di aziende, per alcune di queste ho anche ricoperto il ruolo di Responsabile di Gestione Integrato. Dal 2003 collaboro con l'ente di certificazione SGS Italia SpA e da allora, per suo conto, ho eseguito più di mille giornate di Audit (di seconda e terza parte) in oltre 200 aziende di tutte le dimensioni.